Nato a Ferrara, di professione webmaster e grafico pubblicitario, Stefano Bonazzi da oltre dieci anni realizza composizioni e foto manipolazioni digitali ispirate al mondo dell’arte pop-surrealista. Le sue opere sono state esposte in Italia così come a Londra, Miami, Seul, Monaco, Zhengzhou.

L’artista parte da immagini fotografiche rielaborate con approfondita meditazione. Cortocircuiti visivi nei quali i volti sono nascosti da maschere. Apre il sipario a figure immobili sospese in uno spietato equilibrio incerto. Colpiscono le composizioni metafisiche, stranianti, in cui tutto è dove non dovrebbe essere: caos calmo. Analisi disillusa degli stati d’animo dell’essere, frutto della sua visione cinica che induce a soffermarsi sull’asprezza della società.

La sua creatività non si ferma all’immagine ma si espande anche nel mondo delle parole, infatti ha esordito come scrittore nel 2011, con il racconto “Stazioni di posta”, scelto da Gianluca Morozzi per l’antologia Auto Grill, fino ad arrivare al suo primo libro “A bocca chiusa“(Newton Compton), una fiaba nera dai contorni torbidi.

A Novembre 2017 è stato pubblicato il suo secondo romanzo “L’abbandonatrice” per Fernandel editore.