Un mix inaspettato tra illustrazioni eclettiche e le carte da parati di Inkiostro Bianco.

29 Gennaio 2020

Inkiostro Bianco ha il piacere di introdurre la prima delle illustratrici che ha collaborato alla realizzazione della nuova collezione di carte da parati Sketchbook, pensieri a mano libera.

Il lavoro di Giorgia Ricci affonda le sue radici nella moda, nel design e nella fotografia, e il suo percorso l’ha portata a sviluppare una modalità espressiva in grado di adattarsi in modo camaleontico a molte materie diverse.

Tutto questo si concretizza in una ricerca costante e il desiderio di far riflettere chi si trova di fronte alle sue opere, mantenendo una sottile cura per il dettaglio e un amore per l’armonia della forma.

Uno stile femminile ed elegante, i cui soggetti però colpiscono con forza e affascinano l’osservatore proiettandolo in una dimensione onirica e misteriosa, a tratti anche inquietante e oscura.

In questa dimensione il taccuino diventa il campo da gioco preferito, dove è possibile sperimentare e tutto è consentito, un contenitore figurativo dove alla base di tutto c’è il disegno non solo come passione o professione, ma proprio come esigenza di vita.

“Il diario è un rifugio dove tutto è possibile, un luogo di evasione e libertà; io di diari ne ho le valigie piene”

Un mélange di disegno, pittura, fotografia incontra una personalità decisa e aperta alla sperimentazione e all’innovazione.
Le sue ispirazioni spaziano da grandi maestri come William Morris, Mariano Fortuny e Piero Fornasetti, alle antiche acqueforti e la decorazione classica, passando per le illustrazioni naturalistiche esotiche di Marianne North.
Il segno distintivo del suo stile illustrativo è la volontà di raccontare una storia, di narrare, e le sue immagini forti infatti “parlano” con una voce ben distinta.

Nelle grafiche che ha pensato per le carte da parati di Inkiostro Bianco ritroviamo ad esempio un’epoca sospesa tra sogno e magia in cui un grande dinosauro diventa qualcosa di inaspettato, il simbolo di un’era ignota e di una natura primordiale e fantastica accanto a elementi dal gusto classico ispirati alla pittura floreale fiamminga della metà del Seicento.
Il suo taccuino è una vera Wunderkammer, il luogo in cui la mente vagando liberamente crea mostri o meraviglie che ossessionano e affascinano, e piano piano si sviluppano secondo la forma che Giorgia ogni volta sceglie di dargli.