La squadra interna di Inkiostro Bianco svela una parte dei suoi volti, coloro che hanno partecipato alla creazione della collezione di carte da parati Sketchbook.

13 Marzo 2020

Abbiamo chiesto ai designer di Inkiostro Bianco che hanno partecipato alla creazione della collezione di carte da parati Sketchbook di raccontarci i loro pensieri, le loro ispirazioni e i segreti che si celano dietro la costruzione di un progetto creativo di questo tipo.

Quattro personalità piuttosto diverse tra loro, ognuna con il suo particolare modo di vedere la realtà che ci circonda. Ogni designer ci fa fare un viaggio differente, privilegiando le sensazioni oppure l’osservazione o ancora la ricerca di uno stile specifico.

Quattro voci, ciascuna con il suo timbro e le proprie sfumature.

Ma lasciamo la parola a loro…

“Illustrare per me significa mettere in pratica tutto ciò che la mia fantasia crea, osservando […] tutto ciò che può suscitare un’emozione” (Veronika)

“L’illustrazione è come una finestra che l’artista apre per far vedere una parte di sé” (Alessandra)

“Illustrare per me significa esprimere, raffigurare, espandere a largo raggio ciò che pensi” (Claudia)

“Illustrare significa illuminare, rendere chiaro e luminoso. Farci vedere qualcosa che da soli non avremmo mai visto” (Manuel)

La linea comune a questi pensieri è l’idea di qualcosa che si apre e che fa luce, portando fuori e dando espressione a ciò che si trova dentro ognuno di noi. Il lato creativo e fantasioso che sente il bisogno di esprimersi, di uscire e di essere condiviso con altri.

La riflessione fondamentale da fare per portare il concetto generale di creatività a un progetto su carte da parati è quindi come portare qualcosa di così intimo e frutto di ricerche personali su una parete, quindi su una “tela” così diversa. In questo caso è necessario “pensare più in grande, creare un’opera che sia in grado di espandersi nello spazio, adattarsi, mutare, avvolgere e cambiare lo spazio stesso” (Manuel). “Partendo da un’idea di base si sviluppa poi un tema proiettandolo in un ambiente. Entrandoci e capendo come farlo funzionare” (Claudia).

Il taccuino per alcuni è virtuale “tendo a buttare giù ogni mia idea direttamente disegnando a computer, usando effetti, pennelli e filtri” (Veronika) per altri è fisico, per altri ancora è uno spazio fatto di memorie e ricordi di esperienze vissute come fotografie, mostre, libri, persone, incontri, “fotografo particolari che mi piacciono, a volte non diventano nulla a volte diventano quadri, altre volte semplicemente mi ricordano il momento” (Alessandra). Altre volte ancora non esiste nemmeno: “Il mio taccuino non esiste realmente, è fatto di frammenti di memoria che restano lì fino al momento in cui prendono vita sulla tela” (Manuel).

Tutto questo rappresenta il trampolino di lancio da cui partire per questo viaggio di scoperta creativa dal taccuino alle pareti. Ciò che ci aiuta in questo viaggio è tutto il nostro background di esperienze, conoscenze, le nostre passioni, interessi, i nostri maestri, in poche parole: tutto ciò che siamo. Questi sono gli strumenti, ma ogni persona compie un viaggio tutto suo.

Ogni trama, texture, geometria, colore può assumere significati nuovi e diversi a seconda del momento in cui quella persona li guarda. Lo stile può variare a seconda delle sensazioni ed emozioni. A volte è romantico e dolce, altre volte è deciso, spigoloso, o ancora dinamico, energetico ed evocativo.

Ogni grafica e decoro diventa quindi espressione di un’idea: il relax e la tranquillità di un prato fiorito o i colori dinamici e le forme etniche dello stile africano, alberi dal tratto corposo e dalle forme semplici, quasi elementari, la voglia di ritrovarsi immersi in una foresta solitaria, l’incontro che si cela nello sguardo delle altre persone e nella diversità.
Ogni decoro è una pagina del taccuino, ogni pagina è un viaggio diverso. Una storia diversa.

L’amore per i dettagli, la volontà di farsi trasportare solo dalle sensazioni e dalla curiosità, la ricerca e una sperimentazione incessante sono alcuni dei tratti che contraddistinguono l’animo creativo di Inkiostro Bianco. Uno spirito che ama farsi domande e cercare le proprie risposte, non senza una buona dose di timore, ma con la speranza di suscitare un’emozione sulle pareti.

Allora, sei curioso?